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Questa storia inizia nel 1973, quando Attilio Reggiani, già disegnatore tessile di importanti aziende italiane – marcatamente biellesi – decide di creare una realtà produttiva nuova, che stravolgesse la tradizionale produzione di tessuti per abbigliamento.

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Reggiani vuole differenziarsi dalla tradizione laniera della zona e da’ repentinamente vita alla progettazione di una nuova tipologia di tessuto, comodo e confortevole, cerca al contempo di creare un abbigliamento ingualcibile, indeformabile, dal plombant perfetto. Nasce così la Manifattura Tessile Reggiani, con sede a Biella e nasce soprattutto il vero marchio di eccellenza di casa Reggiani, la LYCRA.

E’ la bella Italia degli anni settanta e Attilio Reggiani cavalca quel comune desiderio di innovazione e di qualità, di umanità e di industria sedute allo stesso tavolo.

Nel 1976 costruisce il primo stabilimento di tessitura in Biella-Chiavazza e avvia, primo nel mondo, la produzione industriale dei tessuti in lana-lycra e cotone-lycra. Inizia in altre parole a rendere la lycra una componente preziosa quanto innovativa del mondo globale dell’abbigliamento.

Attilio Reggiani intuisce una donna dinamica, vestita con materiali versatili e funzionali. Introdurre il suo tessuto nel settore moda donna significherà rivoluzionare il mercato ma anche affrontare sfide tecniche ed organizzative importanti, che hanno come implicazione intrinseca il ridisegnare canoni che parevano immutabili.

Nel 1992 costruisce lo stabilimento di Varallo Sesia, raddoppiandolo nel 1997 su un’area di 20.000 mq, per una superficie coperta di 12.500. In questo nuovo stabilimento si sono aggiunti i reparti di ritorcitura, orditura, rammendo e controllo. Sempre in un’ottica di espansione Reggiani acquisisce al contempo una partecipazione rilevante nella Tintoria Finisaggio Azeta di Vallemosso, che sarà completamente assorbita dal gruppo nel luglio dello stesso anno. Il 29 maggio 1998 l’Azienda si trasforma in “REGGIANI LANIFICIO S.p.A.”.

La moglie di Attilio, Beatrice assume la carica di amministratore delegato. Contestualmente assumono due ruoli chiave i figli di Attilio: Elena, nuova responsabile commerciale e Giovanni, disegnatore e responsabile della creazione delle collezioni.

Nel dicembre del ’98 Attilio Reggiani riceve da Ernst & Young il Premio Imprenditore Finalista dell’anno per la categoria Emerging.

Nel 2002 succedono due cose significative nell’economia aziendale; a gennaio si registra l’apertura del nuovo stabilimento di Doccio-Quarona, per altri 5000mq, a dicembre invece la Reggiani S.p.A. è nominata Azienda del mese dalla società Pambianco di Milano, premio assai significativo che ne incorona le strategie di sviluppo perseguite negli ultimi anni e i brillanti risultati di redditività conseguiti. Improvvisamente siamo entrati nel nuovo millennio. L’Italia un pò epica degli anni 70 si è trasformata in un universo di comunicazione globale in continua trasformazione. I tempi si sono contratti, il mercato globale ha stravolto le regole del gioco. La Cina è diventata un croupier misterioso che spariglia continuamente il gioco di tutti noi. La piccola azienda del biellese non retrocede di un metro. Diventata a sua volta un grande player globale, rilancia con veemenza, per quantità e qualità. Giovanni Reggiani assume la direzione commerciale dell’azienda, unitamente alla supervisione creativa. Sul complesso Tintoria Finisaggio Azeta di Vallemosso così come nello stabilimento di Varallo Roccapietra e Barona Doccio sono stati fatti importantissimi investimenti ed ammodernamenti, ragionando sempre su due necessità gemelle, intrinsecamente omozigote, verrebbe da dire.

La qualità e l’innovazione da un lato, l’ecosostenibilità dall’altro. Fare bene per fare naturale. Fare naturale per fare meglio. Gli ammodernamenti hanno riguardato importanti attrezzature tecniche di progettazione giapponese per dimezzare l’utilizzo dell’acqua da uno a mezzo milione di litri al giorno. L’incanalatura della stessa acqua in un complesso percorso di riscaldamento, tintura, raffreddamento e purificazione interno all’azienda, atto a restituire larga percentuale di quella stessa acqua al fiume. Talento innato per la qualità. Rispetto assoluto per valle.

We Are Cool, You Know We Are

L’azienda opera con Sistema di Gestione Ambientale certificato UNI en ISO 14001:2004
e conforme ai requisiti della OHSA 18001:2007.
Test di solidità alla luce, al sudore acido alcalino, allo sfregamento a secco e a umido.
Test di verifica per lo scorrimento alle cuciture, alla tenuta, al pilling e all'usura.

LE NOSTRE CERTIFICAZIONI

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La collezione Autunno inverno Reggiani è una vera rivoluzione.
Il tessuto stretch è ancora il vero protagonista, la sua tecnologia, le nuove forme sempre contemporanee, con un occhio agli anni 90 un nuovo minimalismo, più completo meno rigoroso.
Le disegnature sono più indipendenti, macro o mini, mai scontate.
Fili e trame di effetto invisibili, rendono i tessuti più fluidi, più femminili, sensuali. I colori hanno il giusto contrasto, con carattere, ma tutto si muove in armonia.
Nylon e poliestere green (riciclati), cotoni bio, lane certificate, queste sono le meravigliose fibre eco sostenibili tutte lavorate nelle nostre aziende, in Italia, con processi che sposano l’ecosostenibilità; come il nuovissimo impianto di tintoria: i nuovi flow ”Noseda Acqua Zero” ci permettono di tingere impiegando metà acqua.
Per il prossimo futuro il bene più prezioso.
Reggiani Uomo, Reggiani Zen, Reggiani Genesi, Ligne Noire e Reggiani Collezione 
L’universo del tessuto elastico di altissima qualità.